• Problem solving marketing

Problem solving: strategie di marketing

Oggi parleremo della cosiddetta “cazzimma” e di come sfruttare il pensiero laterale e il problem solving creativo per superare la concorrenza.

Pensiero laterale e astuzia etica

✦ In sintesi · Strategia e problem solving ✦

Problem solving nel marketing: strategie di ‘Cazzimma marketing’ per superare la concorrenza

L’articolo esplora l’arte del problem solving laterale applicato al marketing raccontato da Giuseppe Giovannini: attraverso l’iconico caso studio della gara di hot dog di Nathan’s e l’approccio di Takeru Kobayashi, si dimostra come ridefinire il problema alla radice e applicare sana astuzia strategica permetta di battere concorrenti più grandi senza investire budget enormi.

Riformulare il problema

Smettere di fare ciò che fanno tutti e analizzare il processo da un angolo inedito.

Pensiero laterale e astuzia

Trovare scorciatoie etiche e creative per ottenere risultati esponenziali.

Differenziazione radicale

Creare un proprio spazio competitivo dove le regole del mercato le detti tu.

Ciao e benvenuto nel mio blog.
Solitamente vado subito al centro dell’argomento per farti capire di cosa stiamo parlando ed anche questa volta andrà così. 🙂

Oggi parleremo di qualcosa che esiste, ma non esiste come definizione nell’ambito delle strategie di marketing.
Parleremo della cazzimma e di come è assolutamente necessario che anche nel marketing si possa sfruttare.

Se sei campano, sicuramente sai cos’è la cazzimma; per chi non è napoletano cito Pino Daniele:

“Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […].
È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè”

P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, Napoli, Pironti, 1994, pp. 52-53

E la domanda sorge spontanea: che c’entra la furbizia nel marketing?!?
Ti faccio un esempio.

Problem solving per un panino: Nathan’s Hot Dog Eating Contest

Lui è Takeru Kobayashi e la sua storia non ha niente a che vedere con le strategie di marketing perché è un mangiatore di hot dog.
Nel 2001 immaginiamoci Takeru che lascia tutti, ma dico tutti a bocca aperta mentre la sua no: è intento infatti a sbaragliare ogni record di New York.
Argomento hot dog!
Ma che sto dicendo?
A New York dal 1916 si svolge una competizione chiamata Nathan’s Hot Dog Eating Contest, la gara più famosa di hot dog della città e funziona in questo modo: ogni concorrente ha a disposizione 12 minuti per mangiare più hot dog possibili e l’unica cosa che viene concessa loro è l’acqua, nient’altro.
Fino al 2001 il record era di 25 hot dog, che sono già un botto perchè io in 12 minuti riesco a finirne uno sicuramente, e forse ce ne sta un altro!
E allora perchè la gente in quel lontano 2001 rimase a bocca aperta vedendo mangiare Takeru?!? Perchè nei minuti concessi, ne mangiò 50!
Come ha fatto Takeru secondo te?!? Non sbirciare sotto la soluzione… ops ora che te l’ho detto sicuramente lo farai.
In aula non te l’avrei detto subito :))

Il problem solving creativo

Takeru Kobayashi ha utilizzato una tecnica che nessuno aveva mai utilizzato… Già, perchè anche le soluzioni creative si nutrono di tecniche!

Prima mossa: inizia a mangiare prima i wurstel senza nessun contorno.
Proprio così! Perchè se ben ricordi la gara consiste nel mangiare hot dog, ma nessuna regola impone come farlo!

Seconda mossa: utilizza in modo creativo la caraffa d’acqua a disposizione. Inzuppa il pane nel liquido ottenendo così una poltiglia che, da che mondo è mondo, è molto più semplice da mangiare velocemente (il pane restava la cosa più difficile da mangiare).

Risultato: 50 hot dog in 12 minuti, quasi 4 hot dog al minuto.

Il nostro Takeru è o non è pieno di Cazzimma?

Cos’altro possiamo imparare da questa storia? Secondo me un insegnamento incredibile riguardo il problem solving: dato un problema dove sembra esserci solo una soluzione logica, per superare i limiti, battere la concorrenza, sfuggire dall’ovvio bisogna riuscire ad analizzare il problema da più punti di vista sfruttando quello che si ha a disposizione e vedere le cose che apparentemente sono un problema, come una risorsa.

Imparare a sviluppare la capacità di problem solving

Nelle mie aule, all’interno dei percorsi di marketing, dedico sempre tempo riguardo il problem solving.

Ricordo un caso e il ricordo mi fa sorridere ogni volta.
Una barista di Bellaria alzò la mano ed esordì dicendo:

“Beh, ma allora io potrei proporre il caffè in ghiaccio nel mio bar!”

La cazzimma del caffè - Problema solving creativo

Un corsista presente in aula le disse:

“Ma per caso vorresti proporre la bevanda usata nel salento qui in Romagna? No, perchè è molto buona e sarei il tuo più fidato cliente”.

La barista tutta infuocata di un’improvvisa illuminazione rispose (più o meno, non ricordo le parole precise):

“Macchè, di più… faccio pagare un caffè 5€, ma anche 10€, perchè porto il mio cliente a bere il caffè nella ghiacciaia della macelleria a fianco.”

Ora le si può dire tutto a questa idea, giusto?

Ma siamo sia in piena cazzimma, sia in un approccio assolutamente creativo in tema di problem solving: perché proporre aromi, miscele, cialde, disegnini sul cappuccino e farsi la guerra per 10, 20 o 30 centesimi?

La mia corsista, metabolizzata la “tecnica di Takeru”, ha subito messo in pratica con un’idea certamente da “studiare”, ma che poi non è così campata per aria, vedi il fenomeno degli ice bar!

Ice bar - Problem solving creativo

Problem solving e pensiero laterale nel marketing

Ti ho potuto dimostrare come qualcosa di apparentemente inafferrabile come un concetto, se veicolato da tecnica, può diventare concreto e spendibile.
In giro per il mondo ci sono tanti casi di “pensiero laterale”, per dirla con le parole del grande De Bono.

Di seguito alcuni esempi celebri:

  • Montana (USA): un villaggio vicino ad un eliporto era ormai disabitato a causa dell’eccessivo rumore; le abitazioni vennero vendute con grande successo a famiglie ed enti per non udenti.
  • New York: pochi poliziotti a disposizione. Il sindaco commenta: «Dovrebbero avere sei occhi!» Vengono creati i Citizen Watch, cittadini che vigilano e allertano la polizia in caso di bisogno, sistema poi adottato in 20.000 comunità statunitensi.
  • Giappone: una casa automobilistica sostiene costi di esportazione via nave troppo onerosi; per abbatterli, le navi cargo vengono allestite in modo da effettuare l’assemblaggio dei veicoli durante la traversata oceanica.
  • Australia: la società dei telefoni pubblici è in crisi per la durata eccessiva delle chiamate rispetto alla tariffa fissa; viene appesantita notevolmente la cornetta del telefono per indurre telefonate più brevi ed efficaci.

La cazzimma romagnola: il problem solving della mia terra

La cazzimma poi non è una prerogativa solamente campana, anche qui in Romagna (sono di Cattolica) ne siamo un poco “dotati”.
Tutto si può dire della provincia di Rimini, zona costiera, tranne che ci sia un mare caraibico d’estate ad Agosto.
Con i milioni di turisti che arrivano, come puoi immaginare, tutti i servizi essenziali si stressano fino a produrre problematiche importanti.
Lungo la costa non abbiamo scorci paesaggistici con scogliere o grotte, e il verde naturale è ridotto.
Ma abbiamo saputo trasformare in plus gli svantaggi: ad esempio le motonavi!

Non potendo sfruttare l’acqua come attrazione tropicale, ci siamo “passati” sopra.
Negli anni ’90 erano nella to do list di ogni singolo turista della riviera da Rimini a Cattolica; le sentivi al mattino invitare i bagnanti in un mix di dialetto, inglese e tedesco dal megafono. Li portavi a vivere un’esperienza di socializzazione pura, fra pesce arrostito, liscio romagnolo e buon vino bianco.

Quando negli anni ’50 e ’60 i primi flussi di turisti tedeschi e austriaci scesero verso sud fino a Rimini, ai pescatori e ai conciatori di reti di allora brillò l’idea di offrire il valore più grande: l’ospitalità.

E questa è la vera anima della Romagna.

Ora però mi taccio perchè la migliore sintesi visiva si può trovare in questo video:

Siamo arrivati al termine di questo post.
Spero di averti spiegato il concetto di problem solving creativo e di cazzimma etica in modo coinvolgente ed esauriente!

Per ogni domanda contattami via email o tramite i form presenti nella pagina.
Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui social e lascia un commento qui sotto per far partire la conversazione.

Ultima cosa, lo giuro sul cascione alle rosole: se non lo hai già fatto, iscriviti alla mia newsletter per ricevere altri spunti operativi e idee concrete per il tuo lavoro.

Grazie per essere arrivato fin qua, a presto! 🙂

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

✦ Domande frequenti ✦

Domande frequenti sul problem solving e strategie di marketing

Pensiero laterale, differenziazione strategica e ottimizzazione delle risorse aziendali

?

Cosa si intende con ‘Cazzimma marketing’?

Un approccio pragmatico e astuto che punta a risolvere i problemi con intelligenza laterale e creatività, massimizzando il ritorno sull’investimento anche con risorse limitate.

?

Come applicare il problem solving al proprio business quotidiano?

Mettendo in discussione le convinzioni consolidate del settore e chiedendosi: ‘Perché tutti fanno così? Esiste un modo più semplice e vantaggioso per il cliente per raggiungere lo stesso obiettivo?’

?

Perché le piccole imprese dovrebbero usare il pensiero laterale?

Perché competere sulle stesse armi dei colossi (es. prezzo o budget pubblicitario) è una battaglia persa. La flessibilità e la rapidità di pensiero sono il vero vantaggio competitivo della PMI.

?

Qual è il primo errore da evitare nel marketing strategico?

Copiare pedissequamente i competitor. La copia arriva sempre seconda e rafforza il leader di mercato invece di posizionare il tuo brand.

?

Come può un consulente esterno aiutare nel problem solving aziendale?

Fornendo uno sguardo distaccato e non condizionato dalle abitudini interne, individuando colli di bottiglia e opportunità invisibili a chi è immerso nell’operatività quotidiana.

Vuoi iscriverti alla mia newsletter di marketing, fotografia e video?

Se vuoi scoprire strategie di marketing non convenzionali, casi studio di problem solving e idee concrete per differenziare il tuo business dalla concorrenza, iscriviti alla mia newsletter.

Compila il form per rimanere sempre aggiornato: