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Come migliorare le vendite - Casi reali da cui ispirarsi

Cara e caro lettore, bentrovato.

Questo post è la conseguenza del primo post pubblicato sull’argomento “creazione ed individuazione dei bisogni”. Se vuoi approfondire ti metto il link con anteprima qui di seguito.

Se non hai approfondito nel link l’argomento che tratteremo in questo post, non c’è problema: ti faccio un brevissimo riassunto qui di seguito.

La creazione e l’individuazione dei bisogni del cliente

Per cercare di migliorare le nostre vendite puoi attivarti: 

  • cercando di creare/individuare i bisogni delle persone e servirli con la tua sensibilità di persona e inventiva di imprenditore;
  • osservando lo spazio ed il tempo cioè analizzando cosa sta avvenendo in un luogo geografico in un determinato periodo.

Ricordo anche che questo vuole essere un ragionamento base sul quale cominciare a costruire strategie di vendita efficaci e soprattutto utili per i potenziali clienti bypassando la guerra ai prezzi.

A ben pensarci inserire in una comunicazione visiva i saldi, i prezzi barrati e poi quelli in sconto a meno della metà, gli sconti non è sinonimo di vendita giusto?
Questo perché la pubblicità non è una scienza e soprattutto perchè bisogna anche ricordarsi che la vendita non è il soggetto principale in una comunicazione visiva bensì il miglior effetto collaterale a cui un brand possa ambire.

Silent party: la movida che non fa rumore

Ma basta pipponi, questo post parla di esempi, ed ecco il primo:

Il problema che risolve un Silent Party è: dare un servizio d’intrattenimento agli amanti della musica in città, cosa sempre più difficile da prevedere perché le amministrazioni locali fanno di tutto per rendere “dormitori” i centri urbani.

A mio avviso oltretutto è anche un happening importante perché permette la socializzazione e gli afflussi di persone in luoghi specifici, in fatti questi happening possono essere prenotati e svolti in piazze, vie, ma anche locali, quindi oltre che dare un servizio d’intrattenimento, può essere utile per le attività commerciali. 

Email marketing col cliente fidelizzato

Ora due esempi di una stessa azienda del settore enogastronomico con un cliente fidelizzato (il cliente sono io e lo strumento pubblicitario è una mail)

Pubblicità email gastronomia Tecniche di vendita email

Qui abbiamo un momento dell’anno particolare (ricordi che si può lavorare anche con la temporalità giusto?) e l’azienda ha pensato di invitarmi nel suo punto vendita sfruttandolo. Mi pare che altre parole siano inutili vero? è tanto semplice l’idea quanto efficace secondo me: se voglio fare bella figura per S.Valentino, posso mangiare “sushi afrodisiaco” presso il punto vendita (ho reso illeggibile l’azienda essendo una mail, non perchè non mi danno soldi per citarla :))

Tecniche di vendita email

Tutto si può sfruttare per creare/individuare bisogni, anche la nebbia!!! Anche questo messaggio secondo me è tanto semplice quanto spettacolare e fa leva appunto sulla mia potenziale non volontà di uscire di casa a causa della nebbia (ed oltretutto molto disincentivante l’uscita in quel periodo perchè c’era veramente un muro di nebbia).

Strategie di posizionamento – Menu per ciclisti

Altro esempio sempre settore enogastronomico

Come parlare alla propria nicchia

Qui siamo di fronte ad un capolavoro perchè c’è tutto quello che abbiamo finora visto in merito al soddisfare le necessità delle persone e qui aggiungo un altro tassello per migliorare le tue future strategie: la nicchia.

Nell’immagine vediamo dei ciclisti seduti in un bar e non è facile vederli così perchè hanno bici costose e, se non puoi assicurarle, il rischio di furto aumenta. E cosa fa l’imprenditore che vuole cominciare a servire quella nicchia? Ti propone un parcheggio con lucchetto, oltretutto altro strumento utile perchè i ciclisti solitamente viaggiano il più leggero possibile quindi senza lucchetto e catena.

Altri due servizi per i ciclisti:

  • il compressore per gonfiaggio gomme… ma è un’officina o un bar?!?
  • l’acqua depurata per ricarico borracce.

Chicca finale il menù dedicato ai ciclisti.

Perché? C’è un menù per i ciclisti?!? Certo che no, ma sì se vogliamo cominciare a servire una nicchia. In più ricordo anche che l’imprenditore osserva, ricordi? E al Bar Peledo di Cattolica l’imprenditore ha “osservato” il sempre maggiore numero di ciclisti presenti in zona e quindi ha deciso di servirli.

Ricorda che se segui quello che fanno gli altri, non arrivi mai primo.

Risolvere le necessità delle persone può avvenire sempre, anche in momenti molto critici!

Dal gelato alla politica: strategie di posizionamento

Questa immagine per me è potentissima perchè mostra la volontà dell’imprenditrice di portare avanti la sua mission, il suo lavoro. 

Non solo prodotti, anche servizi.

Quante immagini del genere abbiamo visto e abbiamo vissuto, solo che in quella tavola c’è un ospite che non ti aspetti!

Qui siamo di fronte ad un caso di marketing applicato alla politica e alla gestione del territorio, organizzato in modo creativo e soprattutto in piena sintonia con quanto ti sto condividendo: intercettare le necessità delle persone, in un luogo geografico e temporale e servirle.  

La persona sorridente seduta a capotavola è il funambolico Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. 

Hai avuto mai il sindaco a mangiare a casa tua? O hai mai visto il tuo sindaco andare a mangiare dalla tua amica?
Che è sta cosa?!? 

Te la spiego brevemente.

Il sindaco ha lanciato il format #UnSindacoInFamiglia, per “entrare in casa delle persone”, “metterci la faccia”, spiegare e dialogare, ma anche raccogliere feedback utili della cittadinanza quindi con chi Pesaro la vive ogni giorno.

Oltretutto favorendo l’iniziativa sui social, c’è anche la possibilità di interagire con il resto della cittadinanza online durante l’evento, per attivare un circolo potenzialmente virtuoso di relazione e interscambio. 

Che cosa fantastica, non trovi?
Bene anche qui ripeto siamo davanti alla tecnica che ti sto condividendo: creare/individuare i bisogni delle persone.

Che ne pensi? Commenta, commenta e aspetta cosa volevo dire?!? Ah si, commenta 🙂

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Strategie di vendita - Bisogno del consumatore

Il mattoncino più importante con il quale cominciare a costruire la propria strategia di vendita è quello di ascoltare di cosa hanno bisogno le persone; quindi quello che serve fare è cercare di immedesimarsi in loro e farsi la giusta domanda:

“Se fossi il mio cliente, di cosa avrei bisogno?!?”

Strategia di vendita – Creare ed individuare i bisogni

Ciao cara e caro lettore, bentrovato 🙂

Andiamo subito nel cuore dell’argomento del post, che ne pensi? Oggi ti condivido uno di quei “segreti” che solitamente nei corsi di marketing non condividono perché sarebbe perdere potenziali clienti in platea… siccome a me non interessa “convertirti” in mio cliente, che il pandorico vaso si apra 🙂

Scherzi più o meno a parte, senza manie di grandezza o presunzione d’onnipotenza, l’argomento di oggi vuole essere una sorta di tabula rasa su tutto quello che sappiamo in merito alla vendita e ripartire dall’inizio.

Ok, ora che hai liberato la mente, quello che di solito consiglio ai miei clienti spetta spetta, hai liberato la mente vero?!? Perchè stai pensando ancora se hai liberato la mente?!?! Dai scherzo! Sto burlone oggi… Quindi dicevo, sì, partiamo dal primo mattoncino utile a costruire la “comprensione”: poniti la domanda giusta e la prima secondo la mia esperienza, è la seguente: “Se fossi il mio cliente, di cosa avrei bisogno?!?”

Se fossi il mio cliente, di cosa avrei bisogno?

Farsi le domande non è una moda, o uno sport olimpico; è secondo me uno dei metodi più potenti per cercare di non tralasciare nulla e soprattutto permette di non perdere tempo con il “dito” e quindi mirare subito alla “Luna”.

Cercare di immedesimarsi nello spettatore è stato ed è uno dei più grandi insegnamenti che vengono dal teatro greco, passando dalla letteratura e al cinema…
Tantissime arti tengono si poggiano su tale domanda:

“Se fossi il mio spettatore, cosa mi piacerebbe vedere?”

Di primo acchito potrebbe sembrare una paraculata, cioè dai allo spettatore quello che si aspetta=vinciamo facile, ma in una seconda lettura, secondo la mia esperienza se diamo allo spettatore quello di cui ha bisogno, faremo del nostro spettatore un nostro fedele seguace perché vedrà in noi una sorta di “faro”.

E per dargli quello di cui ha bisogno dobbiamo chiederglielo oppure intuire osservando i fenomeni che accadono sia temporalmente che geograficamente.

Ed ecco qua il secondo mattoncino, osservare!

Per migliorare le vendite bisogna osservare il cliente

Perché l’imprenditore non si “limita” solo ad assumere personale, ad approvvigionare il magazzino; non si limita solo ad aprire e chiudere la saracinesca del suo punto vendita o le luci all’atelier la sera.

Il secondo mattoncino è quindi osservare, ma cosa osservare?

Ok è arrivato il tempo di vedere un’immagine per cercare di comprendere questi primi due mattoncini.

In questa immagine secondo me c’è l’essenza della vendita ossia:

  • mattoncino 1: cercare di creare/individuare i bisogni;
  • mattoncino 2: osservare lo spazio ed il tempo.

Nell’immagine anzitutto non ci sono sconti, prezzi, caratteristiche delle carote; non ci sono carote lucide in pile di cassette ordinatissime davanti al punto vendita.
Nell’immagine c’è l’imprenditore che:

  • sfrutta un momento specifico dell’anno (nell’immagine si intravede un poco di neve) – mattoncino due;
  • suggerisce alle persone di comprare le carote magari per fare il pupazzo di neve – mattoncino uno.

In più come puoi vedere l’immagine potrebbe aver generato in te una sorta di sorriso…
Bene! L’amalgama che tiene assieme i due mattoncini è l’ironia perchè attenzione, tieniti forte… con l’ironia si può comunicare il proprio prodotto/servizio/brand e magari anche vendere, ma sssssssssssshhhhhhhhhh (con l’indice davanti alla bocca)! Non dirlo troppo in giro senno gli esperti di marketing che usano modelle e modelli mezzi nudi si arrabbiano!!!

Migliorare le vendite con l’individuazione del bisogno

Quello che abbiamo visto è un esempio lampante di individuazione di un ipotetico bisogno, è vero è molto semplice, ma a mio avviso può spiegare in modo immediato il concetto che voglio condividerti in questo post.


Ho trovato anche un altro esempio eclatante riguardo l’argomento e lo possiamo trovare in questi due esempi.

 

Quante milioni di miliardi di volte abbiamo visto i venditori approcciarsi nei tre approcci visti? è una bella penna, la puoi usare per scrivere, citi il fatto che la usi anche tu… tutti possono dire questo!

Invece se grazie alla tua sensibilità di persona ed imprenditore trovassi il modo di servire i tuoi clienti precisamente per quello che necessitano oppure se grazie ad una tua proposta gli migliori la vita?

Dove pensi che andrà il tuo cliente la prossima volta? 

Quanto detto lo possiamo trovare nel medesimo film: 


Ovviamente nel limite della legalità intendiamoci, non spoilero nulla del film, ma ci tengo a dire che nel lavoro serve onestà e correttezza, attenzione a non truffare nessuno!

Strategie per migliorare le vendite in sintesi

Per cercare di migliorare le nostre vendite quindi ricordo i due mattoncini: 

  • mattoncino 1: cercare di creare/individuare i bisogni;
  • mattoncino 2: osservare lo spazio ed il tempo.

Non demonizzo l’elencazione delle caratteristiche, funzionalità, l’uso della reciprocità (dire che lo stai usando anche tu il prodotto), ma non ci sono solo quei modi di comunicare! 

Nella mia esperienza (ormai sono 15 anni) nella produzione di spot per il cinema, purtroppo quello è il modo di comunicare, perché l’imprenditore pensa solo a farsi la guerra sul prezzo e quindi lo vuole mostrare grande quanto metà schermo del cinema, vuole che i suoi saldi non finiscano mai… In uno spot di 5” vuole dire a cosa serve il suo prodotto e mi tocca riempire di scritte tutta la pubblicità…
Ecco sono qui per consigliarti di non agire in questo modo. In questa epoca dire meno è dire di più, per questo la filosofia del Less is more è la migliore che posso consigliare, ma questo magari è argomento di un altro post, che ne pensi?

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Percezione del brand - Corso marketing Rimini

 

Come creare relazioni con il cliente: dal tuo sogno imprenditoriale ai tuoi valori

Corso di marketing e pubblicità: ne hai fatto almeno uno nella tua vita? Sì?
Allora son sicuro che sei pronto a dirmi almeno un motivo per il quale dovrei comprare dall’azienda per la quale lavori rispetto che da qualunque altro tuo concorrente.
Ah, non hai mai fatto nessuno corso di marketing e pubblicità? Nessun problema! In aula come durante le mie consulenze nel settore pubblicitario, alla domanda sopra esposta solitamente conto fino a 10 come l’arbitro sul ring…
Questo perchè purtroppo si crede che seguire cosa fanno gli altri imprenditori sia sinonimo di vendita assicurata… Sarà vero non sarà vero? Lo vediamo subito.

 

Come far innamorare i clienti del tuo brand

Cara e caro lettore, con questo articolo vorrei catturare l’attenzione su un argomento sempre caldo ed interessante: come far innamorare i clienti del tuo prodotto, servizio, brand.

Ti riporto qui la frase presente nel riassunto:

“Dimmi almeno un motivo per il quale dovrei comprare dall’azienda per la quale lavori rispetto che da qualunque altro tuo concorrente”.

Nel 2003 ho mollato un contratto a tempo indeterminato, settore trasporti, mansione ragioniere, azienda C.A.R.A di San Giovanni in Marignano per seguire una delle mie vocazioni: lavorare tramite il computer, la grafica e la fotografia.

Dopo aver convinto nell’ordine: me stesso, la mamma e il babbo, i nonni ed in loop il precedente quadrinomio per i successivi due anni, ho deciso di seguire un corso che mi ha portato a questo istante, ossia scrivere qualche consiglio riguardo il mondo del marketing, dei video e della fotografia (gli altri argomenti puoi rintracciarli nel blog) e raccontare quello che vivo sia in aula che nelle aziende riguardo le strategie di marketing.

Da allora, in relazione ai servizi che offro, è una continua ed incessante ricerca di stile e modo di comunicare che possa contraddistinguermi rispetto i miei competitor, ma che possa anche diventare un mio modo di lavorare; infatti c’ho messo circa 10 anni ad intravedere la mia metodologia di comunicazione.

Con questo voglio dirti che per costruire la propria immagine, tradotta poi in segni visivi e concettuali, il brand, ci vuole tempo, costanza, dedizione, tenacia e non solo, serve anche sbagliare.

Sogni e valori: le leve del business

La libera professione mi ha quindi fatto comprendere che se nel business voglio esistere, devo attivare quelle leve che me lo permettono e per me si possono tradurre in: sogno e valori.

Il sogno te l’ho detto prima: mettere a servizio del mondo del lavoro le mie passioni riguardo la fotografia e la grafica.
I valori idem: si può trasportare nel proprio business il proprio carattere, le proprie idee in merito all’ambiente, alla sostenibilità delle materie prime. Ad esempio, lo smart working… È dal 2004 che lo faccio 🙂
Solo che 15 anni fa eri un povero reietto diseredato, disadattato per non dire appestato… Ora la percezione è diversa, giusto?

Coniugare sogni e valori con il prodotto e l’immagine

Ma come si può mettere il proprio sogno nel business, poi i valori, il tutto poi raccontato tramite i prodotti e l’immagine?
Riguardo il primo aspetto, la fase di ricerca è sviluppo è fondamentale e nel parlo QUI (un attimo! ancora non l’ho scritto!), per l’argomento di questo articolo quello che secondo me devi sapere è in questa immagine:

Come attirare clienti - Corso marketing

 

Quando hai gli obiettivi chiari, tenacia, voglia ci arrivi… Oscia, se ci arrivi!

 

Aziende che lavorano facendo leva sui propri sogni

Devo citare qualche altra azienda che tutti i giorni lavora con il suo sogno ben evidenziato? Ecco qua.

Costruire vetture sportive uniche destinate a rappresentare, in pista come sulle strade, l’automobile italiana d’alta scuola.

1995: Voice Goes Mobile

2005: Life Goes Mobile

Dare alle persone il potere di condividere e rendere il mondo più aperto e interconnesso.

Rendere felici le persone. “Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

 

E non poteva certo mancare una delle frasi più emblematiche, se vogliamo parlare di sogno imprenditoriale, o anche visione aziendale ossia la frase di Bill Gates:

Un personal computer su ogni scrivania, e ogni computer con un software Microsoft installato.

 

Il Cluetrain Manifesto

Lo sai perchè questo aspetto è cruciale nel business?
Perchè il tuo cliente, se sei sincero, se hai ideali, se credi che ci sia qualcosa oltre al dover vendere a tutti i costi, se ne accorge!
Questo perchè citando il Cluetrain manifesto tradotto da Luisa Carrada del Il mestiere di scrivere:

“I mercati sono conversazioni”.

Se un bambino, alla domanda: “Che mestiere farai da grande?”, rispondesse: “Non il posto fisso, magari farò le app per controllare il clima della Romagna”, il Cluetrain Manifesto gli andrebbe somministrato per via endovenosa.
A scanso di equivoci, è per questo che nel business possiamo portare i nostri sogni e valori e trasformare tutto nel nostro brand.

 

Che cos’è un brand

Attenzione perchè il brand:

  • non è solo il logo, essendo un’espressione iconica del brand:

Il logo aziendale - Corso Marketing

 

  • non è solo il prodotto, essendo un’espressione fisica del brand:

Come vendere il prodotto - Corso Marketing

 

  • non è solo la pubblicità essendo un’espressione sensoriale del brand:

Fare pubblicità - Corso Marketing

 

Questo è un brand.

Il brand è l’espressione di relazioni, emozioni e percezioni sia tangibili che intangibili colte da un potenziale cliente o cliente acquisito legate ad un prodotto, servizio, persona, di un’azienda: ciò che siamo e come lo comunichiamo diventa il tuo brand.

Incredibile, non trovi?

Corso marketing - Il Brand

 

Come si fa a lavorare sul Brand

Sai dirmi il motivo per il quale tutti i giorni lavori? E qual è il tuo sogno imprenditoriale/visione?
Apporti nel lavoro i tuoi valori?

Da domani mattina, comincia a lavorare su questi aspetti, sono i primi passettini per creare non solo il tuo brand, ma per creare l’immagine che tu vuoi nella mente del tuo spettatore.

 

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    imprenditori, startupper, hobbisti, influencer ossia a quelle persone che vorrebbero capire cos’è il marketing relazionale.

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Pubblicità - Perchè farla

Cara e caro lettore,
in questo mio articolo ti racconterò come tutti, ma proprio tutti, devono farsi pubblicità.
Non ci credi? Leggi questa frase:

“Anche Dio crede nella pubblicità; infatti ha messo campane in ognuna delle sue chiese”.

Forte è?
Sacha Guitry, l’autore di questa frase, secondo me spiega oltre ogni ragionevole dubbio l’importanza di fare pubblicità.

Al termine della lettura dell’articolo spero di darti uno degli strumenti più importanti in comunicazione pubblicitaria per l’imprenditore: la consapevolezza.

L’imprenditore deve considerare di farsi pubblicità se vuol farsi conoscere

Durante il mio corso di marketing solitamente esordisco con la frase sopra esposta e chiedo subito un parere a riguardo.

Un giorno un dipendente di una piadineria di Rimini mi disse che il suo titolare non voleva fare pubblicità perchè non voleva spendere soldi per cose inutili. Mi è capitato di incontrare il ragazzo l’anno successivo e mi disse che aveva cambiato azienda… la piadineria era fallita.

Non avendo davanti i libri contabili e la realtà aziendale ovviamente non voglio essere pregiudizievole e strumentalizzare l’informazione; voglio però dire che la fase pubblicitaria deve essere tenuta in considerazione dall’imprenditore che vuole farsi conoscere.
Per questo ti lancio la prima domanda: come può secondo te farsi conoscere un’azienda senza dire che l’azienda esiste?

Ecco, ogni possibile soluzione da te ipotizzata ha un nome: pubblicità.

Riassumendo: Quando nasciamo ci portano all’anagrafe per darci un nome e dalla scuola al lavoro, con gli amici, con nuove persone una delle prime cose che comunichiamo è chi siamo, il nome, il cognome. La stessa identica cosa va fatta per un’azienda ossia dire chi sei.

Comunicare chi siamo: come farsi pubblicità

Non pensi sia facile?
Purtroppo talvolta non lo è perchè ci sono imprenditori che pensano sia sufficiente affittare un bel locale in centro ed alzare le saracinesche ogni mattina.
Oppure aprire un e-commerce, ma non dirlo a nessuno: vendere un prodotto, un servizio o il proprio brand senza fare pubblicità è come ammiccare a un ragazzo o una ragazza nel buio: tu sai quello che stai facendo, ma nessun altro lo sa.

Come ti dicevo, sto scrivendo questo articolo per darti CONSAPEVOLEZZA e a chiare lettere ti consiglio di fare pubblicità e per farla le scelte sono fondamentalmente due:

  1. puoi farla da solo, seguendo dei corsi di formazione e dove non arrivi demandando a freelancer;
  2. demandando tutto il processo pubblicitario a freelancer/agenzia.

L’immagine non rappresenta il prodotto reale, è puramente indicativa del prodotto

Ti va ora se ti provoco un pochino? Guarda la seguente immagine:

Pubblicità saccottino Mulino Bianco

Che ne pensi?

Durante i miei corsi quando proietto questa immagine, scoppia il pandemonio in aula…
Ma come, ti ho appena detto di farti pubblicità e ti mostro qualcosa di “ingannevole”?!?
Certo che sì, perchè

Al netto del concetto espresso ossia “Bisogna farsi pubblicità”, dipende poi come farla!

Non voglio assolutamente screditare né il prodotto Saccottino tanto meno la Mulino Bianco; nel mio corso ed in questo articolo l’immagine ha il puro scopo divulgativo.
Non ti pare quasi familiare questa frase? “L’immagine non rappresenta il prodotto reale, è puramente indicativa del prodotto”; le aziende l’han dovuta mettere sui packaging per evitare potenziali “noie” legali.

È utile prendere in giro il cliente? e le recensioni?

Dicevo, il mio intento in questo articolo è darti sia la consapevolezza sul tema pubblicitario, sia come farla; secondo la mia idea di pubblicità e strategie di marketing, oggi, come ieri e sempre di più domani non è propriamente utile prendere in giro il cliente.
Questo perchè oggi il cliente può usare uno strumento a mio avviso potentissimo: le recensioni!

Arrivati a questo punto, dovrebbe essere il caos; ti ho consigliato di farti pubblicità, ma di non prendere in giro il tuo potenziale cliente con pubblicità ingannevoli.

Guardiamo meglio l’immagine del Saccottino: è vero, la foto raffigurata nel packaging non è quella reale del prodotto, ma le persone continuano a comprarlo e l’azienda non ha fallito.
Perché questo? La disamina che condivido in questo post si vuole indirizzare verso la parte superiore di quell’immagine: il brand.

Come fare pubblicità per il proprio brand

Caspita eh, che è?

Il brand è la rappresentazione sia visiva che concettuale della tua impresa.

In questo momento posso dirti che le persone talvolta acquistano in modo irrazionale fregandosene dell’immagine pubblicitaria perchè sono affezionate al brand.
E questo è possibile perchè in questo caso la Mulino Bianco ha nel tempo lavorato per farlo entrare nella mente dei clienti grazie a comunicazioni visive, talvolta video, fotografiche e grafiche.
Sono stati talmente efficaci che in aula, certe volte mi viene chiesto se il mulino bianco esiste davvero…
Vediamo, secondo te esiste?

Ti do un elemento per il tuo ragionamento,anzi due…
Banderas e la Rosita…

Bene, ora ti dico la mia:

Il mulino bianco non esiste, ma esiste se ci dicono che esiste…

Bello vero?
E questo lo puoi fare anche tu, da domani mattina!

Lavorare ogni giorno per pubblicizzare quello che vuoi, il tuo prodotto, servizio, brand; ma ricorda la regola del Saccottino: se costruiamo un brand credibile e forte nel tempo le persone non vedranno più la realtà, vedranno quello che noi vogliamo fargli vedere.

Siamo arrivati alla fine e la domanda che ti pongo è solo una: hai più consapevolezza in merito all’importanza di farti pubblicità?

Dimmelo nei commenti e ricorda di iscriverti alla mia newsletter.